Liberamente tratto

20 Set

“Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza…; offri il tuo volto più bonario camminando in punta di piedi e l’affronti con larghezza di vedute da pari a pari e tuttavia non manchi mai di capirla male. La capisci male prima d’incontrarla, la capisci male mentre sei con lei; poi vai a casa, parli con qualcuno dell’incontro e scopri ancora una volta di avere travisato. Poiché la stessa cosa capita in genere anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è veramente una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Come dobbiamo regolarci con questa storia che assume ogni volta un significato grottesco? Devono tutti chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari che creano i loro personaggi e poi li fanno passare per persone vere? Capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati”

tratto da: Pastorale Americana di Philip Rot

L’amore non è una cosa per principianti

15 Set

Dopo “anni di pratica sentimentale”
Sono arrivata alla seguente conclusione: l’amore non è una cosa per principianti
È facile cadere nell’errore e sopravvalutare un sentimento, infatuazione, affetto, ammirazione e perché nò.. passione, emozioni certamente nobili, profonde, devastanti.. ma no l’amore è un’altra cosa
E’ naturale pensare che l’innamoramento sfoci nel sentimento più alto, li dove l’eccitazione si sublima e l’affetto si completa..ma no l’amore è un’altra cosa
E’ comodo credere che l’addove ci sia tormento, dolore, desiderio ci sia per per forza anche cuore.. ma no, credetemi, l’amore è un’altra cosa
L’amore è aver amato, giocato, parlato, pianto, è essere stati passionali, profondi, gelosi, affettuosi, è aver litigato, aver fatto pace, aver condiviso, aver riso, aver guarito, è tutto questo, è tutto insieme.. e tutto nuovamente da capo…
no.. l’amore non è una cosa per principianti

passione.. Birra

4 Set

mi stupisco sempre quando incontro, scopro, inciampo sulla passione di qualcuno per qualcosa..
trovo eccitante ed allo stesso tempo romantico l’impegno profuso per creare qualcosa con le proprie mani, ammiro la costanza ed elogio lo spirito di squadra che ne è premessa e conseguenza…
oggi ho assistito ad una piccola fase del processo per fare la birra in casa: tre “maestri” birrai, malto, luppolo, lievito, spezie, alambicchi, tanta cura, attenzione e fantasia..
il risultato lo assaggeremo poi, ma con tale passione… la riuscita è assicurata

New York New York

27 Ago
New York è la città delle contraddizioni
del caldo tropicale sulle pensiline della metropolitana e del freddo glaciale dell’aria condizionata dentro i vagoni,
dei grattacieli altissimi e splendenti del financial district e delle tipiche villette a tre piani in mattoni rossi: le brownstones del Greenwich Village
delle lunghe limousine nere che faticano a svoltare nei vicoli della city e degli homeless che trovano rifugio sulle panchine di central park
New York è la città delle certezze
se sei giovane, capace e rampante Manhattan ti saprà ricompensare, è la patria della meritocrazia, delle oppotunità, delle occasioni e degli incontri
New York è la città dei sogni
ti fa camminare col naso all’insù, e girare la testa, ti seduce con le sue mille luci ed i mille appuntamenti da mettere in agenda, ti attrae con l’arte, ti conquista col cibo, ti lusinga con lo shopping, finchè non le cadi ai piedi adorante e cieco come tutti gli innamorati
 

New York New York

23 Ago

New York è la città delle contraddizioni
del caldo tropicale sulle pensiline della metropolitana e del freddo glaciale dell’aria condizionata dentro i vagoni,
dei grattacieli altissimi e splendenti del financial district e delle tipiche villette a tre piani in mattoni rossi: le brownstones del Greenwich Village
delle lunghe limousine nere che faticano a svoltare nei vicoli della city e degli homeless che trovano rifugio sulle panchine di central park
New York è la città delle certezze
se sei giovane, capace e rampante Manhattan ti saprà ricompensare, è la patria della meritocrazia, delle oppotunità, delle occasioni e degli incontri
New York è la città dei sogni
ti fa camminare col naso all’insù, e girare la testa, ti seduce con le sue mille luci ed i mille appuntamenti da mettere in agenda, ti attrae con l’arte, ti conquista col cibo, ti lusinga con lo shopping, finchè non le cadi ai piedi adorante e cieco come tutti gli innamorati

the last question

30 Lug

vi lascio un quesito pre-vacanze:

questo nostro Mondo che corre troppo, che ci relega dentro case di 30mq, che ci impone di lavorare quando vorremmo vivere e sopravvivvere quando vorremmo essere utili, che ci spinge sempre oltre, che ci obbliga ad avere sempre più bisogni e desideri, questo modo di vivere che ci siamo costruiti noi e che continuiamo ad alimentare.. questo Mondo tutto sbagliato ma a cui troviamo sempre delle attenuanti.. prima poi collasserà o riuscirà a trovare nutrimento in eterno?

buone vacanze a tutti!

“perle di saggezza” in prestito

26 Lug

lo ammetto, adoro quest’uomo, quello che scrive e come lo scrive.. Beppe Severgnini è una garanzia e mi permetto di postare qui sotto una delle sue “perle di saggezza”… cosa ne pensate? 

Non condannatevi al divertimento forzato

Se volete un consiglio per un’attività estiva, eccolo: annoiatevi. Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi. Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri, uno su tutti: sto sprecando il mio tempo. Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani. Il divertimento forzato è roba da carcerati del tempo. Fare il bagno nel mare una notte è meraviglioso; fare il bagno nel mare tutte le notti è banale (umido e stancante). Aspettare l’alba una volta con gli amici, e bere un cappuccino all’apertura dei bar, è memorabile. Fare l’alba tutti i giorni è una noiosa manipolazione dei fusi orari: uno vive sull’orario di Fort Lauderdale anche se è in vacanza a Forte dei Marmi. Il cappuccino lo fanno sia qui che là.
Le transumanze serali dei condannati al divertimento, in questa rotonda estate 2010, muovono a compassione. Stessi aperitivi, stesse frasi («Ehi raga, e adesso?»), stesse sigarette, stessi posti, stessi orari, stessa aria da comparse pubblicitarie. Solo gli adolescenti hanno la facoltà dell’uniformità; dai diciott’anni in poi si ha il dovere d’inventarsi almeno il tempo libero, visto che il resto è spesso obbligato.
L’Italia stesa al sole offre molte possibilità. Annoiarsi – senza esagerare – è una bella soluzione. Un modo sano per ripristinare un circolo virtuoso: mi annoio, mi vien voglia di divertirmi, mi diverto, mi stanco, mi riposo, mi annoio. Leggete Il tempo breve di Marco Niada (Garzanti): è un antidoto al veleno della frenesia. La serata perfetta non è un diritto costituzionale, ma il frutto di pazienza, intuizione e combinazione. Non è neppure qualcosa che si compra: i soldi, in questa materia, sono utili, ma non garantiscono. Se avete dubbi provate a frequentare i luoghi dei ricchissimi: chissà cosa darebbero per divertirsi come a vent’anni, con una vespa e una birra.
Il divertimento continuo e obbligatorio sta provocando disastri. Per compensare l’eccitazione che scende si cercano stimoli sempre maggiori: più posti, più strada, più forte, più rischi e meno scrupoli. Prima o poi, venuta a noia anche l’orrenda equazione nordeuropea (sono ubriaco=mi diverto), arriva l’amico dell’amico che ha polvere in tasca (e sabbia al posto del cervello): e qualcuno, invece d’insultarlo, aspetta il suo turno.
La medicina, dicevo, è la noia. Una noia calcolata e coltivata, troppo razionale per essere ozio e troppo occasionale per diventar pigrizia. Aspettare le cinque del pomeriggio nella penombra dietro una persiana, con un libro e un marito, entrambi così così. Curare il giardino, quand’è chiaro che è lui a curare noi. Lavare la macchina pensando al primo sorso di birra. Guardare, dall’alto di un albergo o una collina, l’ingannevole ordine di una spiaggia, il luogo dove l’Italia scende nel mare, che le perdona quanto ha combinato più su.

Beppe Severgnini

Filantropia e PeopleWatching

20 Lug

uno sport che mi ha sempre affascinato e che pratico da molto è il: PeopleWatching

premessa..non sono una “guardona”, nè una deviata, tantomeno una mitomane.. mi piace però immaginarmi una filantropa (dove per filantropia si intende l’amore e l’interesse nei confronti dell’essere umano)

Il PeopleWatching è uno sport adatto a tutti ma nonostante questo non per tutti, si può praticare quasi dovunque ed in qualsiasi stagione.. ma necessita di spirito di osservazione e rispetto per la privacy altrui:

le palestre migliori sono i ristoranti, le stazioni, gli aeroporti.. turbini di persone, coppie, esseri umani che si incontrano, parlano, camminano, cercano, vivono.. e tu sei li, a cercare di comprendere il più possibile delle loro vite nell’istante di un passaggio, di uno sguardo..
non si tratta di ascoltare le loro conversazioni, o impicciarsi dei fatti altrui.. è pura simbiosi, è intuire la circostanza, comprendere la loro essenza, assaporare le loro storie, percepire le loro emozioni..
è una scuola di vita, dove non si finisce mai di imparare e si riesce sempre a provare una nuova emozione..

Il PeopleWatching può sembrare banale e innocuo..ma attenti.. spesso si rivela più rischioso per chi lo pratica che per chi lo subisce… ti mette difronte a situazioni e storie di vita su cui riflettere ed i paragoni con la propria di vita non tardano ad arrivare…

Buon PeopleWatching a tutti!

La ricerca della felicità

16 Lug

Me lo chiedo da molto, in realtà me lo chiedo da sempre…

se arriverà mai il giorno in cui mi sentirò definitivamente felice, se esiste un punto zero della soddisfazione, un traguardo riconoscibile e riconosciuto attraversato il quale potrò essere finalmente insignita della medaglia tanto agognata, sarò finalmente portatrice sana di felicità…

Me lo chiedo da molto, in realtà me lo chiedo da sempre…

E ad essere sincera ho fantasticato e certamente idealizzato quel momento.. tanto da non riconoscerne più i contorni, è come una vecchia foto scattata con la polaroid.. ormai sbiadita… i profilii ammantati da una patina bianca.. e tu che continui a girarla e rigirarla tra le mani..  incredulo difronte all’evidenza: quei particolari sono andati, smarriti nell’etere, hanno perso la peculiarità dei connotati e sono diventati memorie… e allora mi domando se non hanno ragione loro, quelli saggi, quelli che ti dicono che la felicità sta nelle piccole cose, negli attimi, negli istanti che compongono la vita.. già.. ma questa è la loro verità.. il loro nirvana, il mio è fatto di eterne conquiste, di traguardi lontani, di asticelle spostate sempre più in su..più in alto, fino a toccare il cielo e per questo dannatamente irraggiungibili, ma così esotiche nella loro unicità.

Magari è questa la mia ricchezza personale: SAPERE DI NON POTER ESSERE DEFINITAVEMETE FELICE, MA ETERNAMENTE PROIETTATA VERSO LA RICERCA DELLA FELICITA’

Già.. o magari no…

Distanze

10 Lug

un caro amico è partito per gli Usa.. starà via 6 mesi o forse più.. un nuovo lavoro lo aspetta.. certamente una nuova vita..

mi chiedo se questi cambiamenti nella sua vita saranno nuovi stimoli anche nella mia e in quelle delle persone che sono state importanti per lui.. mi chiedo se la sua eccitazione e felicità passerà per osmosi anche a noi..

mi chiedo se riuscirò a sentirlo vicino nonostante la distanza.. e lui me